“Pedalare in tandem”: quando la coppia attraversa un momento di crisi.
Stare in coppia è un po’ come pedalare in tandem. Si procede insieme, ma non sempre allo stesso ritmo. A volte uno dei due sembra fare più fatica, altre volte si ha l’impressione che sia l’altro a decidere la direzione. Ci sono salite che richiedono uno sforzo comune, discese in cui sembra possibile procedere senza fatica e momenti in cui si perde la sensazione di essere davvero in viaggio insieme. La relazione di coppia, infatti, non è qualcosa di statico. Cambia nel tempo e attraversa inevitabilmente momenti di equilibrio, trasformazione e crisi.
La coppia che cambia nel tempo
Ogni fase della vita pone la coppia di fronte a nuovi compiti. La convivenza o il matrimonio richiedono di costruire un’identità condivisa, un “noi” capace di tenere insieme le caratteristiche e le storie di due persone diverse. La nascita di un figlio trasforma profondamente gli equilibri precedenti: accanto alla relazione di coppia nasce quella genitoriale e diventa necessario trovare nuovi modi per conciliare intimità, responsabilità, bisogni personali e cura dei figli. Con la crescita e l’adolescenza dei figli, la coppia è chiamata ancora una volta a cambiare. Occorre trovare una nuova distanza tra genitori e figli, accompagnare progressivamente la loro autonomia e, contemporaneamente, tornare a interrogarsi sul proprio progetto di coppia. Anche altri eventi possono modificare profondamente gli equilibri relazionali: difficoltà lavorative, malattie, lutti, trasferimenti, pensionamento, invecchiamento dei genitori o cambiamenti personali. La crisi, quindi, non è necessariamente il segnale che una relazione sia arrivata alla fine. Può indicare che il modo in cui la coppia ha funzionato fino a quel momento non riesce più a rispondere ai cambiamenti che sta attraversando.
Quando il conflitto rischia di diventare cronico
In alcuni momenti i partner possono trovarsi intrappolati in modalità relazionali che si ripetono. Si discute sempre degli stessi problemi. Uno attacca e l’altro si chiude. Uno chiede maggiore vicinanza e l’altro prende le distanze. Più uno insiste, più l’altro si allontana. Più l’altro si allontana, più il primo insiste. Progressivamente, il problema non è più soltanto “ciò di cui si discute”, ma il modo in cui ciascuno reagisce all’altro. Dal punto di vista sistemico-relazionale, l’attenzione si sposta quindi dalla ricerca di chi abbia ragione o torto alla comprensione di ciò che accade tra i partner. Quali modalità relazionali si sono costruite nel tempo? Che cosa mantiene il conflitto? Quali bisogni, emozioni e vulnerabilità faticano a trovare espressione nella relazione?
La psicoterapia di coppia
Fatta questa premessa, ci possiamo chiedere: “a cosa serve la psicoterapia di coppia?” La psicoterapia di coppia offre uno spazio protetto nel quale osservare e comprendere le dinamiche che si sono create nella relazione. Il terapeuta non è un giudice e il suo compito non è stabilire chi abbia ragione. Il lavoro terapeutico può aiutare i partner a riconoscere le modalità relazionali nelle quali sono rimasti bloccati, comprendere il significato dei propri comportamenti e di quelli dell’altro, esprimere emozioni e bisogni che faticano a trovare spazio e sperimentare nuove possibilità di comunicazione e di relazione. Significa anche imparare a riconoscere e rispettare le differenze individuali, negoziare bisogni e aspettative e trovare un equilibrio più flessibile tra appartenenza alla coppia e autonomia personale. Molte persone, che attraversano momenti di crisi si possono frequentemente chiedere, “ma fare terapia di coppia significa restare insieme?” Non necessariamente. Questo è uno degli equivoci più frequenti. L’obiettivo della psicoterapia non è mantenere una coppia unita a ogni costo, né convincere due persone a separarsi. La finalità risiede nell’aiutarle a comprendere meglio ciò che sta accadendo nella loro relazione e a recuperare una maggiore possibilità di scelta. In alcuni casi il percorso permette di costruire un modo nuovo e più soddisfacente di stare insieme. In altri può accompagnare i partner verso la consapevolezza che il loro progetto di coppia è arrivato alla conclusione. Anche in questo caso, soprattutto quando sono presenti dei figli, comprendere e trasformare le dinamiche conflittuali può essere fondamentale per affrontare la separazione in modo più consapevole e responsabile.
Conclusione
In conclusione, in un tandem non basta che entrambe le persone pedalino. Occorre trovare un ritmo possibile, comunicare, affrontare gli imprevisti e, di tanto in tanto, chiedersi se la direzione intrapresa sia ancora quella desiderata. La psicoterapia di coppia può offrire uno spazio per fermarsi a osservare il viaggio fatto fino a quel momento. Per comprendere dove e come ci si è persi. Per riconoscere ciò che ciascuno porta con sé. E per interrogarsi, insieme, sulla direzione da prendere. Perché stare in coppia non significa procedere sempre allo stesso ritmo, ma riuscire a costruire, nel tempo, un modo sufficientemente condiviso di affrontare il viaggio.









